Tutto iniziò così un po’ per caso, quando ancora pensavo esistesse il caso, con una lettera di una mia amica che stava studiando in Inghilterra con la quale ci scrivevamo di frequente, ma in quella lettera in particolare vi era allegato un ritaglio di giornale con la pubblicità di biglietti aerei cumulativi per fare il giro del mondo, scadenza un anno, una decina di tappe prefissate, date libere all’interno dell’anno stesso, prezzo bassissimo…se ben ricordo poco meno di un migliaio di $.
Wow! Già da subito la mia testolina cominciò a sognare vorticosamente. Fu in quel momento che nacque il piccolo marziano che sta in me.
Premessa
All’epoca avevo 27 anni, lavoravo in una di società di software e sistemi informatici. Il mio ruolo era insegnante di programmi di office automation e di un CAD specifico per elettrotecnica. Inoltre, nel tempo restante, mi occupavo di grafica e impaginazione.
La vela era il mio hobby, al venerdì andavo al lavoro con la macchina carica, e alle sei in punto non c’erano santi, partivo per il lago, il mio catamarano mi attendeva. La Passat familiare era attrezzata con un comodo materasso che occupava tutto il piano di carico (chiaramente con i sedili posteriori abbassati) e ci si stava comodamente anche in due….se fidanzatini…
In quel periodo l’informatica era abbastanza in crisi, il mercato era oberato di IBM compatibili che diventavano obsoleti nel giro di un anno, talvolta mesi, e, siccome internet non c’era ancora, l’utilizzo del PC non era ancora così polivalente come è diventato in seguito, era utilizzato prevalentemente a livello professionale.
Nel contempo, nella mia brevissima carriera di informatico, durata ben tre anni, sono riuscito a studiare tantissimo, e accumulare una esperienza preziosa. Mi sentivo pronto a lavorare per conto mio, ma di certo non era il periodo giusto, bisognava aspettare una svolta, la quale si sarebbe rilevata poco dopo con la diffusione del mondo web.
Per cui mi dissi: quale momento ideale per prendermi una sosta dal lavoro, investire i miei risparmi (sempre stato convinto che i soldi in banca si svalutano e fan la muffa, e uno dei migliori modi di investirli, è il viaggiare), togliermi qualche sfizio, e cercare di capire bene cosa c’era nella mia vita che non mi convinceva… si!… un anno sabbatico per tirare le somme, guardarsi attorno e valutare se è davvero la strada dell’informatica che volevo intraprendere o c’era qualcos’altro che potessi fare.
Anche perché, per dirla tutta, non ero soddisfatto del mio lavoro, non solo perché ero dipendente e non sopportavo l’idea di esserlo ma anche perché aborrivo, già da allora, l’idea di passare un terzo della mia esistenza chiuso in un’ufficio.
Ricordo come fosse ieri quel giorno in cui stavo lavorando su un tavolone insieme ad altri numerosi colleghi, impaginando una rivista, ognuno seduto davanti al proprio computer, mi distraggo un pochino per riposare la testa e osservo quello che sta intorno a me. Vedevo solo tanti sguardi fissi sullo schermo, ognuno con la mano sul mouse e l’altra sulla tastiera, completamente assorti, col cervello fuso dentro i microchip del PC, con aria praticamente lobotomizzata….e mi sorse il dubbio terrorizzato: “sarò mica come loro!?”
Ci vollero 5 mesi di pensamenti, ripensamenti, dubbi, paure alternate a sogni, dove la maggior parte degli amici col quale ne parlavo mi davano del pazzo furioso che stava buttando dalla finestra il proprio futuro, la propria carriera.
Devo dire che mio padre è stata una figura fondamentale nel raggiungimento della scelta, è stata la prima persona al quale ne ho parlato seriamente, e fin dal principio si è dimostrato entusiasta, poi ha avuto i suoi dubbi anche lui, da bravo genitore, insomma ci sono state diverse conversazioni e scambi di idee.
I miei genitori sono separati da quando avevo 16 anni, e mio padre era andato a vivere nella sua città Natale, Padova, ben distante da Varese e Milano dove vivevo e lavoravo all’epoca.
Per cui le nostre conversazioni erano o telefoniche o quando andavo a trovarlo a Padova…dopo ogni scambio di idee sembrava convinto, poi ci ripensava e mi chiamava con altri dubbi e perplessità.
Alla fine però si è convinto che fosse una buona idea, che comunque fosse una esperienza positiva che mi avrebbe allargato la mente più che un altro anno a tirare avanti da dipendente insoddisfatto, che avrei potuto migliorare le mie allora scarse conoscenze della lingua inglese, aspetto che è sempre stato una sua fissazione, e conoscere culture differenti.
C’è anche da dire che mio padre stesso è stato un grande viaggiatore, in maniera diversa, anche perché diversi erano i tempi, ma per lavoro ha viaggiato tantissimo ed è sempre stato attratto dalle culture diverse. Dopo essere diventato avvocato si è ricreduto sostenendo che: “un buon avvocato è per definizione una persona con un gran pelo sullo stomaco, e io non ne sono in grado”…e infatti è stata una delle persone più buone e oneste che abbia mai conosciuto. Quindi da avvocato che fu si è messo a vendere macchinari per l’edilizia all’estero, in particolare nei paesi dell’est e in Arabia Saudita…giusto per complicarsi un po’ la vita.
Superato lo scoglio di mio padre, non che avesse potere decisionale sulla mia vita, ma ho sempre tenuto molto in considerazione le sue opinioni, visto che l’ho sempre stimato molto come rettitudine e sani principi, non c’era che prendere il coraggio a quattro mani e andare avanti con la mia idea tanto contestata dal resto degli amici e conoscenti.
E fu così che dopo una regata “Rimini-Corfù-Rimini” in cui tra l’altro arrivai in ufficio un giorno in ritardo causa scarsità vento, placai le ire del mio principale con una bella lettera di dimissioni.
Era metà giugno, un mese di regolare preavviso, smesso di lavorare il 15 luglio, e due giorni dopo, esattamente sei mesi dal mio 27esimo compleanno, zaino in spalla e partii per Londra, dove avrei cercato e acquistato il mio biglietto per il giro del mondo.
Visto che era il viaggio della vita, che si fa una sola volta, decisi di non prendere il primo pacchetto biglietti che avevo visto, quello della famosa lettera, ma visto che le opzioni erano diverse, feci un elenco di paesi che mi sarebbe piaciuto visitare e poi ho fatto il giro delle agenzie di viaggio Londinesi per cercare quello che si avvicinava di più ai miei desideri, e alla fine trovai questo itinerario che mi soddisfava e costava circa 1200$…sempre un affarone
India, Nepal, Tailandia, Malesia, Singapore, Indonesia, Hong-Kong, Australia, Nuova Zelanda, Figi, USA (Los Angeles), da li via terra Messico, Guatemala, Belize, Honduras: 12 mesi fuori Europa più un paio di mesi tra Inghilterra, Scozia e il viaggio a/r, rigorosamente in autostop, tra casa e Londra.